Colori disinibiti

(di Gianluca Sgalippa) – settembre 2018

Nella storia del gusto, i colori hanno subìto lo stesso destino di ambiti del progetto e della creatività: la compartimentazione e la “specializzazione”. Nell’immaginario collettivo a ogni tinta è sempre corrisposto un uso specifico, tanto da diventare un vero e proprio codice. Si pensi al rosa e all’azzurro, visualizzazione dell’identità di genere, o al nero, simbolo del lutto o di tristi vicende storico-politiche, contrapposto al rosso, protagonista della sfera erotica e strumento di seduzione visiva. La stessa considerazione vale per gli accostamenti di due o più colori diversi, tipici delle bandiere o, peggio, delle squadre di calcio: per decenni non si sono visti abbinamenti ritmici tra nero e blu o tra rossi e blu per non avere paragoni da subcultura sportiva.

 

 

 

 

 

 

A partire dagli anni ’80 del secolo scorso – ma forse già durante le rivoluzioni culturali di fine anni ’60 – assistiamo a una profonda trasformazione dei modi di percepire, concepire e usare il colore. Nella moda, nasce proprio in quel decennio il total black. In altri termini, il nero citato poc’anzi viene sdoganato perfino nell’abbigliamento per il giorno.

In tempi più recenti, ovvero dagli inizi di questo secolo, i diversi ambiti del design hanno vissuto un’importante fase di ripensamento. I prodotti si sono caricati di nuovi valori figurativi e sono rimasti coinvolti in nuove avventure tipologiche, in un processo di contaminazione e ibridazione mai riscontrato nella storia del progetto e delle arti visive. La stessa sorte tocca agli spazi, che vengono disegnati secondo nuovi moduli espressivi, soprattutto se destinati a usi collettivi: hotel, negozi, edifici culturali, eccetera.

 

 

 

 

 

 

In questo quadro così effervescente, il mondo del colore viene sottoposto a un vero e proprio reset. Il colore diventa una nuova materia della creazione, da cui attingere a piene mani. Perfino il bianco, simbolo della neutralità e del minimalismo, assume un’espressività davvero potente e… massimalista.

Oggi si progetta pensando già al colore e agli accostamenti reciproci. E soprattutto non esiste un trend cromatico dominante in alcun settore. Nella moda i colori sono presenti in abbondanza e in una varietà che da luogo a fantasie, contrasti e armonie. I prodotti della nuova generazione hanno assunto identità inusuali, mentre nel disegno degli spazi interni si sono aperti nuovi orizzonti decorativi. Questo scenario è anche il frutto di un avanzamento della cromatologia come disciplina scientifica (di cui il Sistema NCS®© è una concretizzazione autorevole), che in questi ultimi anni ha visto una sua diffusione nella formazione universitaria.

 

 

 

 

 

 

Insomma, nel mondo del colore è crollata ogni inibizione. Evviva il colore, che offre un’infinità di spunti formali. Evviva i colori singoli, ma anche le loro relazioni, così da permettere anche l’osmosi tra progetto e ambito artistico.

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Distribuiamo in esclusiva sul territorio italiano tutti i prodotti e servizi legati al sistema NCS – Natural Colour System®©. NCS – Natural Colour System®© è un sistema logico di ordinamento dei colori che si fonda cu come questi vengono percepito dall'uomo.

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