Manifesto per una luce a misura di lucciole

(di Andrea Cacaci) – Febbraio 2022

“Ringraziare desidero
perché sono tornate le lucciole (…)”
Sono le parole della poetessa Mariangela Gualtieri recitate da Jovanotti sul palco dell’Ariston all’ultimo Sanremo.
“Darei l’intera Montedison per una lucciola”. Così, invece scriveva Pier Paolo Pasolini in un articolo per il Corriere della Sera nel febbraio del 1975 (*). In quegli anni le lucciole erano davvero una presenza caratteristica nei giardini e anche nei più piccoli fazzoletti di terreno incolto delle nostre città. Mai articolo fu più profetico e premonitore; oggi le lucciole sono quasi completamente sparite dal nostro panorama visivo, di sicuro lo sono negli ambienti urbani. Sopraffatte oltre che “dall’inquinamento dell’aria, e, soprattutto, in campagna, a causa dell’inquinamento dell’acqua (*)”, anche dall’inquinamento luminoso. La luce che emanano è il loro richiamo per l’accoppiamento, l’aumento progressivo della luminosità ambientale diffusa ovunque azzera la potenza di questo strumento condannandole all’estinzione. “Mentre in alcune specie animali la bioluminescenza serve ad attrarre le prede o a difendersi dal predatore, nelle lucciole si tratta innanzitutto di una parata sessuale. Le lucciole non si illuminano affatto per illuminare un mondo che vorrebbero vedere meglio (**).

Immagine del quadro “Carnation, Lily, Lily Rose” di J. S.Sargent del 1885 Tate Gallery-Londra (downloaded da Google Art Project).

LUCE PER IL BENESSERE DI TUTTI
Un buon progetto illuminotecnico deve mirare al raggiungimento di un alto livello di benessere percepito da tutti (non solo da noi Sapiens ma anche dalle lucciole).
Con questo “Manifesto” si suggerisce un approccio al progetto della luce di ambiti naturali come i parchi e i giardini che sia attento alle esigenze degli umani ma anche rispettoso dell’ambiente e di tutti coloro che in questi luoghi trovano il proprio habitat ed altamente sostenibile.
Il “fil-rouge” che ci condurrà in questa ricerca è l’ABBASSAMENTO.

ABBASSAMENTO dei livelli di luce. Compito del progetto illuminotecnico sarà quello di individuare in ogni situazione i livelli minimi e quelli massimi, puntando sullo strumento dell’omogeneità per il rispetto dei livelli medi imposti dalle norme.
L’ABBASSAMENTO delle intensità luminose e dei conseguenti illuminamenti massimi ha due portati fondamentali: il primo è la riduzione delle luminanze a terra e sulle superfici circostanti. L’apporto delle luminanze a terra all’inquinamento luminoso è una sorta di “convitato di pietra” delle norme antinquinanti: non viene preso in considerazione ma la sua presenza è estremamente ingombrante. Il tentativo di ridurlo, al di fuori delle prescrizioni normative, è un passo importante sulla via della costruzione di un progetto rispettoso dell’ambiente a tutti i livelli. Il secondo portato dell’ABBASSAMENTO delle intensità luminose è l’abbattimento dei consumi elettrici: evitando di produrre luce non necessaria o non fruita dagli umani e quindi di troppo per l’ambiente.

Disegno dell’autore.

ABBASSAMENTO delle altezze dei lampioni: il primo obiettivo è il contenimento dell’inquinamento luminoso atmosferico.
Le norme propongono che la luce che esce dai lampioni non superi il livello dell’orizzonte. Sappiamo tuttavia che i fasci di fotoni vicini all’orizzonte, pur rispettando le indicazioni normative, sono capaci di percorrere in orizzontale decine e decine di Km finché non trovano adeguati ostacoli che li bloccano.

Passerella pedonale con abbassamento della quota dell’illuminazione a livello del parapetto (foto dell’autore).
Disegno dell’autore.

L’ABBASSAMENTO delle altezze dei lampioni riduce la capacità di dispersione orizzontale dei fasci luminosi ottenendo come primo risultato il contenimento dell’inquinamento luminoso atmosferico.

Disegno dell’autore.

ABBASSAMENTO della temperatura di colore dei lampioni. Partendo dall’indicazione delle norme più recenti che individuano il valore di 4000K come livello massimo da usare in ambiente esterno, qui si propone l’impiego di sorgenti a luce ancora più calda, con sempre minori emissioni spettrali nella gamma dei blu, fino a preferire l’impiego di sorgenti a base ambrata. Ottenendo così una sorta di “Ritorno al futuro”: il recupero consapevole e tecnologicamente evoluto della luce dorata delle vecchie lampade al sodio, che illuminavano fino a qualche anno fa i nostri parchi e giardini, oggi bistrattate ma inconsapevolmente molto più rispettose dell’ambiente e, a conti fatti, anche più gradevoli.
L’ABBASSAMENTO delle temperature di colore è funzionale all’immissione nell’ambiente di minori quantità di flussi spettrali con le lunghezze d’onda maggiori, relativi ai blu/azzurri. Sappiamo che la tecnologia dei LED produce luce bianca a partire dai LED blu che sollecitano i fosfori che a loro volta producono tutto il resto dello spettro luminoso.

Diagrammi spettrali tipici della luce artificiale (Elaborazione grafica dell’autore)

E’ poi compito dei meccanismi della percezione umana la visione del bianco. Più è alta la temperatura di colore del bianco e maggiore è la quantità di blu che lo compone. ABBASSANDO la temperatura del bianco diminuisce fino quasi a sparire la componente blu. Numerosi studi scientifici legano molti problemi ambientali alla presenza della luce blu nello spettro dei lampioni usati recentemente. Il blu è l’elemento dominante della luce solare, che ha una temperatura di colore variabile ma comunque mediamente molto alta. (genericamente siamo intorno al valore di 6500 gradi Kelvin di temperatura di colore).

Diagramma spettrale tipico della luce naturale (Elaborazione grafica dell’autore)

Replicare la luce blu nelle sorgenti di luce artificiale crea scompensi disastrosi nei cicli vitali della fauna, degli insetti e della flora. Tipicamente gran parte della Flora non “vede” la luce gialla. Illuminare una pianta con luce a dominante giallastra equivale a tenerla al buio. Illuminandola con luce molto azzurrata la condanniamo ad uno stato di veglia perenne: dall’alba al tramonto vede la luce del sole e dal tramonto all’alba i lampioni a luce fredda.

ABBASSAMENTO della quantità di luce artificiale. Il valore medio dell’illuminamento portato sulla terra dalla luna piena in una notte serena è di circa 1Lux. E’ un valore che conosciamo a livello ancestrale e su cui l’evoluzione genetica del nostro apparato visivo ha impostato i livelli minimi di percezione.
Questo illuminamento appartiene alla nostra esperienza; sappiamo che passeggiando alla luce della Luna piena il nostro corpo getta delle ombre nitide a terra; sappiamo che con 1Lux sono garantiti l’orientamento e la sicurezza, riusciamo a seguire un percorso, individuare gli ostacoli e riconoscere le persone. Invece con meno di 1Lux il nostro apparato ottico-visivo fatica ad attivare i Coni e lavorano solo i Bastoncelli, quindi si attiva la nostra modalità notturna: vediamo in Bianco e Nero, vengono messe fuori gioco tutte le questioni legate alla resa cromatica della luce. Abbassando la quantità della luce si rende inutile che quella luce sia di grande qualità, una luce dorata va più che bene.

John Constable, A Lake by Moonlight (1780 -82), (download da Google art Project).

IL RUOLO DELLA TECNOLOGIA
Aumento dell’efficienza dei pannelli solari fotovoltaici, miniaturizzazione delle batterie di accumulo, evoluzione dei sensori di luminosità, comunicazioni via Bluetooth.
Lo sviluppo tecnologico di questi elementi sta rendendo disponibili sul mercato tutta una serie di prodotti di illuminazione “stand-alone” energeticamente sufficienti che non richiedono una invasiva struttura di cablaggio e canalizzazioni. L’energia per funzionare la prendono dal sole e le comunicazioni per il controllo passano via etere.
Stiamo parlando di apparecchi di illuminazione che portano al loro interno tutto ciò che serve per trasformare i raggi solari in energia elettrica, poi accumulata in batterie di ultima generazione e rilasciata alla bisogna, per alimentare LED ad alta efficienza grazie a sensori di rilevamento luminoso e comandati da una rete di comunicazione via Bluetooth che si replica di apparecchio in apparecchio raggiungendo in modo virtuale tutti i terminali della rete.
Funzionale a questo gioco l’abbassamento dei livelli di illuminamento previsti in modo da “allungare” temporalmente le capacità di alimentazione delle batterie di accumulo: illumino di meno, consumo meno, l’energia accumulata dura di più.
Non si tratta di una previsione da Science-Fiction ma di un progetto che, al momento attuale, ha il solo limite economico per diventare realtà quotidiana. Diffusa ovunque.
Limite economico superabile con un progetto che tenga conto di tutte le voci dell’impianto per individuare una corretta tempistica per il ritorno d’investimento e quindi lo renda realizzabile.

NOTE e BIBLIOGRAFIA:
(*) L’articolo sarà poi raccolto nel volume “Scritti corsari” col titolo: L’articolo delle Lucciole.

(**) Georges Didi-Huberman, “Come le lucciole. Una politica delle sopravvivenze”. Bollati Boringhieri 2010.

Irene Borgna, “Cieli neri. Come l’inquinamento luminoso ci sta rubando la notte”. Ponte alle Grazie 2021

Gerhard Auer, “Vivre la sobriété en éclairage”. Light Zoom Lumière 2021

Distribuiamo in esclusiva sul territorio italiano tutti i prodotti e servizi legati al sistema NCS – Natural Colour System®©. NCS – Natural Colour System®© è un sistema logico di ordinamento dei colori che si fonda cu come questi vengono percepito dall'uomo.

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