Classicità in technicolor

Un secolo di Modernismo ha fatto dimenticare che le tinte vivaci rivelano oggi una grande efficacia nella personalità degli spazi di tipo tradizionale

(di Gianluca Sgalippa) – Settembre 2021

Nell’architettura e nella decorazione degli spazi interni il colore ha sempre avuto un ruolo determinante. Certamente la sua fortuna è stata alterna, a seconda delle epoche di cui è stato espressione. Ad esempio, nelle civiltà antiche (greca, romana, mesopotamica, ecc.) il suo impiego era pressoché irrinunciabile, perfino sulle statue di pietra. Le stesse testimonianze scritte e la pittura ci riferiscono di città dalle facciate coloratissime, che ci fanno immaginare Milano simile a Burano, che tutt’oggi perpetua quell’antica usanza.

Ma dopo qualche millennio, le applicazioni pittoriche si sono dissolte e oggi percepiamo solo i volumi di edifici, monumenti, sculture e spazi interni. Le stesse operazioni di restauro, sebbene supportate da esami stratigrafici, rifuggono da una riproposizione filologica dei colori accesi e privilegiano le nuance pallide, il più vicine possibile al bianco, come a non voler violare la preziosità e la memoria di quei manufatti.

Oggi la sensibilità verso i colori audaci si sta riaffacciando soprattutto nell’ambito dell’interior. Protagoniste le abitazioni storiche, sia di tipo rurale sia (specialmente) di tipo aulico/urbano, caratterizzate da decorazioni e finiture originali che, lungo i decenni, nessun abitante ha avuto il coraggio di eliminare. Tuttavia, evitato il gusto stucchevole delle tappezzerie broccate e degli stucchi dorati, queste preesistenze borghesi sono sottoposte ad azioni di reinterpretazione proprio grazie al colore e, più in particolare, della tinta unita.

Oggi gli spazi abitativi ereditati dall’800 e dai primi decenni del ‘900 vengono considerati delle tele monocromatiche tridimensionali o addirittura delle superfici da pittura geometrica astratta. Il dialogo tra presente (cromatico) e passato assume così dei tratti molto originali, poiché la scelta delle tinte avviene a volte in modo imprevedibile, con criteri anti-classici, a volte dissacranti. Questo conferisce allo spazio interno un’identità fortemente contemporanea, sia negli apparati decorativi sia sulle pareti. L’ambiente “decorato” sfugge alle regole del restauro filologico ed entra a pieno titolo nella sfera della reinterpretazione del passato. Certamente il total white è sempre di moda, ma oramai rappresenta la banalità e l’assenza di sperimentazione. Piuttosto, se ci deve essere una soluzione cromaticamente neutra, si preferiscono i toni più vicini al nero…

Distribuiamo in esclusiva sul territorio italiano tutti i prodotti e servizi legati al sistema NCS – Natural Colour System®©. NCS – Natural Colour System®© è un sistema logico di ordinamento dei colori che si fonda cu come questi vengono percepito dall'uomo.

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